medaglia di San Vincenzo e del Beato Federico Ozanam  

Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Pavia    vai alla pagina principale

                                                          

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CHI SIAMO

 

Le opere di misericordia ci ricordano anche i carcerati. Ma come possiamo visitarli e portare loro una parola di conforto, se è così difficile entrare nelle carceri?

 

Anche i detenuti sono “persone” povere che hanno bisogno dei Vincenziani. Sono poveri, perché spesso privati dell’affetto dei familiari che sono troppo lontani per assisterli o perché li hanno “scaricati”. Hanno quindi bisogno di vestirsi, di lavarsi, di avere una cartolina e un francobollo per poter comunicare con qualcuno che si ricorda ancora di loro

Il complesso monumentale della Certosa

La San Vincenzo di Pavia ha pensato ai detenuti rinchiusi nella casa circondariale “Torre del Gallo”. Durante una riunione del Consiglio, all’inizio del 2002, si è posta il problema di come aiutarli, pur non essendoci Vincenziani in grado di assumersi questa incombenza in prima persona, perché già molto impegnati nelle opere tradizionali e per le difficoltà burocratiche che si incontrano per l’ingresso dei volontari nelle carceri.

La San Vincenzo pertanto ha ritenuto opportuno contattare l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune che ci ha fatto conoscere Madre Carolina, suora canossiana, impegnata nell’assistenza ai carcerati. 

La Madre si è detta molto contenta dell’incontro con la San Vincenzo.

 

La prima necessità che ci è stata segnalata era quella di dotare la biblioteca del carcere di libri in lingua madre per permettere anche agli stranieri (e sono molti) di poter leggere e passare quindi un po’ di tempo non in ozio. Immediatamente sono arrivati più di cento libri che sono stati consegnati al carcere attraverso Madre Carolina. I carcerati coltivano un orto e quindi abbiamo provveduto a dare loro semi e piantine di ortaggi vari. E poi avevano bisogno di biancheria intima, T-shirt, articoli per l’igiene personale; così tutta la San Vincenzo ha provveduto a questa necessità. Una Vincenziana ha poi personalizzato alcune magliette con il nome del detenuto e per Natale e Pasqua prepara un centinaio di biglietti di auguri. Alla Madre viene dato anche del denaro per costituire un fondo di pochi euro per permettere ai detenuti di acquistare qualcosa allo spaccio del carcere (un po’ di caffè, zucchero, ecc.) e mensilmente una dotazione di beni di prima necessità e di uso più frequente fra quelli che ci sono stati richiesti

 

A settembre don Giuseppe Bossi, Consigliere Spirituale di una Conferenza, è stato nominato cappellano del carcere e quindi è diventato anche lui un tramite per gli aiuti.

La cosa più bella che la San Vincenzo riceve in cambio sono i biglietti di ringraziamento molto  toccanti dei detenuti e il fatto che Madre Carolina consideri la nostra Società la “Provvidenza”, perché spesso è accaduto che ci fosse una necessità e la San Vincenzo, pur non conoscendola, facesse pervenire alla Madre proprio quello che le occorreva

 

 

 

 

 

 

 

 

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e-mail: carlamaccagno@libero.it