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Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Monza |
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CHI SIAMO
La San Vincenzo di Monza è una realtà caritativa presente in città fin dalla metà del XIX secolo. La prima Conferenza fu fondata nella parrocchia del Duomo nel 1856, ed ebbe sede presso il convento dei Barnabiti di Carrobiolo. Successivamente anche le altre due antiche parrocchie di San Biagio e San Gerardo istituirono le Conferenze nel corso del secolo. Il Consiglio Particolare istituito nel 1895 divenne Consiglio Centrale nel 1975. Infatti nel corso degli anni le Conferenze si sono diffuse in quasi tutte le parrocchie cittadine e in molti paesi della Brianza più vicini alla città. Oggi il Consiglio Centrale conta 17 Conferenze cittadine e 12 del circondario.
ma anche con l’aiuto sia economico sia di supporto, per i casi più impegnativi, del Consiglio Centrale. Ciò avviene con incontri periodici e visita delle Conferenze. Il Consiglio Centrale inoltre si preoccupa dell’attività di formazione dei Vincenziani, della organizzazione della “Settimana della Carità”, della “Giornata Nazionale” e del ritiro e della distribuzione alle Conferenze dei prodotti messi a disposizione dal Banco Alimentare.
Vi sono poi nella città alcune Opere Speciali che vivono dello spirito caritativo dei Vincenziani del passato. Si possono individuare alcuni filoni: l’attenzione ai minori, l’intervento per le abitazioni, l’aiuto agli emarginati. Nel 1864 furono due Vincenziani, Carlo Predari e Antonio Sala, a prendersi cura di alcuni ragazzi orfani e dalla loro iniziativa spontanea prese vita quello che poi divenne l’Istituto Artigianelli per l’educazione professionale degli orfani. Oggi due Opere Speciali operano in un ambito che richiama quella iniziativa: la Cooperativa “Il Salterio” che si propone di avviare ad una professione giovani in cerca di lavoro, alcuni dei quali in situazioni di particolare difficoltà, e la Fondazione “Clara Cornelia Castelli” che, utilizzando la rendita del lascito testamentario fatto alla San Vincenzo, assegna borse di studio a ragazzi orfani o abbandonati o ammalati, oltre che fare interventi assistenziali per anziani. Agli inizi del Novecento l’ing. Carlo Antonietti, che fu presidente del Consiglio Particolare dal 1904 al 1913, creò in Monza il primo esempio di case popolari con una iniziativa sostenuta da vari Vincenziani.
Oggi il problema della casa è uno dei più difficili da risolvere in una città come Monza che ha costi abitativi molto alti. Per venire incontro a questo disagio la San Vincenzo, in collaborazione con la Caritas Decanale, ha istituito una Onlus intitolata “Monza Ospitalità”: si tratta di un organismo che gestisce 24 appartamenti (di cui 2 di proprietà, 18 affittati a prezzi di mercato e 4 ottenuti in comodato) e li mette a disposizione con interventi di agevolazione e di fiducia per soccorrere famiglie in situazioni di temporaneo disagio abitativo. È forse il modo più moderno per realizzare l’opera di misericordia dell’ospitalità e venire incontro a un bisogno sociale che l’ente pubblico fatica a soddisfare.
Nel 1936 sorse a Monza una Conferenza interparrocchiale per l’assistenza agli sfrattati, presieduta da Carlo Stucchi, e si diede avvio, in accordo con il Comune di Monza, alla gestione da parte della San Vincenzo di un Asilo Notturno. Dopo alcuni spostamenti nel 1983 la sede definitiva divenne quella attuale di via Rajberti, gestita da una apposita Conferenza in base ad una convenzione comunale. L’Asilo Notturno è una struttura pubblica con la capacità di 36 posti letto, ma in realtà non è un semplice dormitorio. È un centro di prima accoglienza che ospita per non più di due mesi persone in cerca di abitazione. È seguito da un gruppo di Vincenziani che provvede alle pratiche di accoglienza, alla ospitalità serale, comprensiva di un pasto caldo, alla gestione di un guardaroba. Attualmente gli ospiti dell’Asilo Notturno sono in gran parte giovani extracomunitari, prevalentemente africani, ma vi sono anche cittadini italiani che versano in temporanea difficoltà, affidati per il domicilio a questa struttura da parte dei Servizi Sociali.
Il numero non eccessivamente alto degli ospiti permette che si crei un clima familiare, dove oltre al riposo e alla cena vi sono momenti educativi, quali l’insegnamento della lingua italiana, e di divertimento da parte di gruppi parrocchiali giovanili che fanno, ad esempio, musica con i loro amici africani. Infatti questa struttura cittadina è la più seguita dal volontariato e ciò permette di ampliare la gamma dei servizi oltre il rigoroso finanziamento comunale. Varie Conferenze cittadine svolgono a turno una attività di presenza e di messa a disposizione di beni alimentari, di consumo, di abbigliamento. Insomma questa casa è una occasione per chi vuole condividere e accogliere in amicizia gli stranieri dimostrando di considerarli come fratelli. Negli stessi anni in cui fu istituito l’Asilo Notturno si avviò anche l’assistenza ai carcerati, attività difficile che continua tuttora e che si vuole ricordare soprattutto in vista della Giornata Nazionale della San Vincenzo dedicata a questo tema. Siamo riandati un po’ al passato. Ciò ci ricorda che l’età media dei Vincenziani si va alzando. Un desiderio, che per ora non è ancora esaudito, è che nuovi giovani si mettano sulle tracce di Federico Ozanam.
Società San Vincenzo de Paoli Consiglio Centrale di Monza: Via Lecco 11, 20052 Monza ( Milano ) Tel: 039 324040 e-mail: sanvincenzo.monza@tiscalinet.it |