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Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Legnano
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CHI SIAMO
La prima Conferenza di San Vincenzo è sorta a Legnano nel 1930 presso il Convento dei Padri Carmelitani; successivamente si sono aggiunte la Conferenza aziendale Franco Tosi e quelle parrocchiali di Legnano e dei paesi limitrofi.
Dal 2000, infine, fanno parte del Consiglio Centrale le Conferenze maschile e femminile di Saronno.
La terza Giornata Nazionale della San Vincenzo ci trova uniti nel prepararci ad affrontare un tema tanto difficile da penetrare, quale: “la solitudine del carcerato”.
Nelle nostre Conferenze non abbiamo volontari che prestano la loro opera nelle carceri, pertanto siamo entrati in contatto con volontari di altre Associazioni:
- una insegnante, un operatore, un sacerdote.
- La professoressa Piera Biraghi, che già durante l'insegnamento aveva un particolare carisma nell'ascoltare i ragazzi più difficili, ci ha illustrato la sua esperienza nel carcere di Busto Arsizio.
- Lodovico Mariani, laureato in Scienze Politiche, ha lasciato una promettente carriera per dedicarsi agli emarginati nella nostra società “ultimi tra gli ultimi”. Svolge la sua attività in una cooperativa di lavoro all’interno del carcere di Opera. Ci ha raccontato quanto sia difficile il cammino di rieducazione e di reinserimento sociale, basato sulla formazione professionale e il lavoro.
- Don Silvano Brambilla, cappellano del carcere di Busto Arsizio, incontrato in un torrido pomeriggio di giugno, ha catalizzato la nostra attenzione con una appassionata, descrizione del suo apostolato. Alla richiesta di suggerimenti ed indicazioni per un nostro impegno in questo ambito, ci ha invitati ad agire secondo la “Parola”, tenendo presente tre punti fondamentali:
Ci ha salutati con un passo della lettera agli Ebrei: “ricordatevi dei prigionieri e fatevi loro compagni di carcere”.
Abbiamo rilevato che la riabilitazione del detenuto, in carceri sovraffollate, è minima o addirittura inesistente; ma non per questo deve venir meno l’impegno degli operatori affinché si moltiplichino situazioni di speranza quale l’esperienza positiva, lunga e difficile dello scrittore siriano Yousef Wakkas che, dallo spazio angusto della sua cella di Busto Arsizio, spicca il volo della libertà attraverso la fantasia di realtà di carta. Dal suo libro “Fogli sbarrati” possiamo conoscere situazioni drammatiche legate alla dura condizione del mondo carcerario, alla precarietà quotidiana di tanti immigrati.
In esso leggiamo: “avevo cercato il benessere e la ricchezza nei luoghi e negli ambienti della decadenza, convinto che certi simboli del consumismo mi avrebbero dato piacere e un futuro stabile, ma non erano altro che causa di smarrimento e di dolori.. con la scrittura ho trovato la vita... scrivere vuol dire sognare, visitare luoghi lontani, fare compagnia a persone sconosciute, dialogare, abbattere i muri che ci dividono”.
Storie che coinvolgono il lettore inducendolo alla riflessione sulla presenza-assenza del proprio simile più sfortunato, sia egli in strada, in carcere, ovunque lo abbiano confinato la miseria, gli errori, l’indifferenza, la disperazione.
Società San Vincenzo de Paoli Consiglio Centrale di Legnano: e-mail: dabergomi@libero.it
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